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dc.contributor.authorPoto, Margherita Paola
dc.contributor.authorPorrone, Arianna
dc.date.accessioned2022-04-13T08:55:00Z
dc.date.available2022-04-13T08:55:00Z
dc.date.issued2022
dc.description.abstract“Nella mia prima conferenza ero partito dai poemi di Lucrezio e di Ovidio e dal modello di un sistema d’infinite relazioni di tutto con tutto […]” (I. Calvino, Lezioni Americane, 1988)<p> <p>Le riflessioni giuridiche, filosofiche e spirituali sull’etica ambientale convergono nel ritenere che la crisi ecologica del nostro tempo riflette la disfunzione del rapporto natura-società [1, 2, 3, 4, 5, 6]. Nel tentativo di dare una risposta scientifica a tale disfunzione relazionale, che riteniamo essere una delle cause della crisi ecologica del nostro tempo, il presente contributo esplora gli impatti positivi che il pensiero critico applicato alla ricerca azione partecipativa (RAP) produce nello studio interdisciplinare delle tematiche ambientali. Lo studio interdisciplinare della crisi ecologica applica una lente che accomuna riflessioni giuridiche, modelli di ricerca e sapere indigeni, e la narrativa degli ecofemminismi, unite nel comune obiettivo di “cambiare il sistema, non il clima” [7]. Il sistema può essere cambiato, a nostro avviso, proprio partendo dalla produzione, ricerca e insegnamento del sapere, e quindi, nella nostra prospettiva, dal mondo accademico. La combinazione dell’analisi critica e dell’approccio RAP [8, 9] consentono di valorizzare l’espressione di saperi co-creati e di riflettere sull’importanza di soluzioni che rinforzano il tessuto relazionale nella ricerca ecologica. Il processo partecipativo si struttura attraverso laboratori che coinvolgono comunità di ricercatrici, studentesse, ricercatori e studenti, e si basa sui principi di trasparenza, rispetto, reciprocità e responsabilità. In questo modo, i valori fondanti nella ricerca partecipata consentono di tradurre in concreto i principi cardine del diritto ambientale: tra i tanti, osserviamo una corrispondenza tra i principi di trasparenza (delle decisioni ambientali), tutela (dell’ambiente), responsabilità (nella causazione dei danni ambientali) e i valori di trasparenza, cura e responsabilità che informano i laboratori partecipati. La trasparenza – noto principio cardine del diritto amministrativo e ambientale [11, 12] – nei termini della ricerca partecipata si traduce nell’aprirsi agli altri, condividendo punti di vista e osservazioni, esprimendo e dando forma a riflessioni condivise in un contesto non giudicante e rispettoso delle opinioni altrui. Anche la cura e l’attenzione agli altri sono valori fondamentali nei nostri laboratori, laddove permette di stabilire una relazione di fiducia reciproca, e anche di consolidare un’abilità collettiva nel dare risposte (di qui: respons-abilità) ai dilemmi posti dalla crisi ecologica. Una tale corrispondenza tra costruzione teorico-giuridica e traduzione in termini metodologici dei pilastri del diritto ambientale consente di studiare il diritto ambientale anche nella sua dimensione relazionale e partecipata.en_US
dc.identifier.citationPoto, Porrone. Co-creazione della ricerca e del sapere nel sistema dell’ecologia integrale. Nordicum-Mediterraneum. 2022en_US
dc.identifier.cristinIDFRIDAID 2008617
dc.identifier.doi10.33112/nm.16.4.5
dc.identifier.issn1670-6242
dc.identifier.urihttps://hdl.handle.net/10037/24779
dc.publisherUniversity of Akureyrien_US
dc.relation.journalNordicum-Mediterraneum
dc.rights.accessRightsopenAccessen_US
dc.rights.holderCopyright 2022 The Author(s)en_US
dc.titleCo-creazione della ricerca e del sapere nel sistema dell’ecologia integraleen_US
dc.type.versionpublishedVersionen_US
dc.typeJournal articleen_US
dc.typeTidsskriftartikkelen_US
dc.typePeer revieweden_US


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